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Le felci, tra le piante più antiche esistenti, anche se non producono fiori, sono apprezzate come piante d’appartamento per il fogliame sempreverde. Tra le specie più coltivate in casa:
– Adiantum Capillus veneris, il capelvenere, specie che possiede steli neri e delicati, piccole foglie tondeggianti; non raggiunge grandi dimensioni ed è provvista di rizoma
– Asplenium nidus è una felce con grandi fronde lucide color verde brillante e disposte a rosetta
– Nephrolepsis exaltata, con lunghe fronde ricurve di consistenza leggermente cartacea e con i margini seghettati
– Nephrolepsis tesselata, con fronde di colore verde molto intenso e gambi sottili e nerastri
– Nephrolepsis cordifolia con portamento eretto
– Platycerium alciforme chiamata anche corno d’alce con foglie cuoiose e simile alle corna dell’alce.
In natura le felci, prive di fiori e frutti, per riprodursi producono spore (contenute all’interno di sporangi) che sono ben visibili sulla pagina inferiore delle foglie. In casa, a marzo, è possibile riprodurre le piante per divisione del cespo. Attraverso la moltiplicazione, consigliata ogni 2-3 anni, si ottengono nuove piantine che avranno il tempo di diventare adulte nel corso della bella stagione. In questo modo si possono sostituire tutte quelle specie che crescono in maniera stentata o che tendono a invecchiare.
Divisione del cespo della felce
Le irrigazioni sono fondamentali
In genere le felci hanno le fronde abbastanza sottili e quindi non sono in grado di assorbire molta acqua. Richiedono perciò annaffiature non abbondanti ma frequenti: in questo periodo dell’anno bagnare due volte alla settimana. Man mano che la temperatura sale, aumentare la frequenza delle irrigazioni fino ad arrivare, in estate, a bagnarle a giorni alterni.
Anche l’umidità è fondamentale perché si tratta di piante molto sensibili alla disidratazione, soprattutto quando rimangono per troppo tempo in un ambiente secco. È indispensabile tenere l’ambiente intorno alle piante umido con frequenti nebulizzazioni. In estate, soprattutto, occorre nebulizzare le fronde ogni giorno con acqua a temperatura ambiente non calcarea oppure fatta decantare per alcune ore. Per la maggiore umidità ambientale, la stanza da bagno e la cucina sono quelle che meglio si presta ad accogliere le felci.
Un altro modo per mantenere umido l’ambiente è mettere il vaso su di un sottovaso pieno di argilla espansa e poi riempirlo d’acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso nell’acqua perché in questo modo il terreno del vaso si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici.
Atre cure
Le piante in casa necessitano di luce soffusa e naturale, ma non devono mai essere esposte ai raggi diretti del sole; inoltre vanno mantenute lontano dai caloriferi o dei camini perché temono l’aria secca e le correnti d’aria.
La temperatura dell’ambiente dovrebbe essere compresa tra i 15 ed i 18° C.
Una volta alla settimana è opportuno ruotare il vaso di mezzo giro per consentire uno sviluppo armonico della chioma.
Da marzo, fino all’autunno, somministrare ogni 15 giorni un concime specifico per piante verdi opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature; oppure spargere sul terreno, concime granulare a lento rilascio.
Il rinvaso
Il rinvaso si effettua ogni qualvolta le radici escono dai fori di drenaggio dell’acqua di scolo. Si procede in genere nel mese di marzo: si cambia il vaso e si rinnova il terriccio facendo attenzione a non rompere il pane di terra che avvolge le radici. Come substrato si consiglia una miscela di terriccio leggermente acida composta da una parte di terriccio universale, una parte di sabbia e due parti di torba. Nell’effettuare il rinvaso, il colletto della pianta deve essere posizionato a livello del terriccio, non sopra, né sotto.
La pulizia
Le felci non necessitano di interventi di potatura ma, nel mese di marzo, vanno ripulite dalle foglie secche o danneggiate per evitare che il marciume possa essere veicolo di malattie fungine.