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Sta per iniziare la settimana milanese più frizzante dell’anno. Quella di cui tutti parlano e che ormai tutti conoscono: anche chi di design non sa quasi nulla, in questi giorni, non può non accorgersi del fermento che anima tutte le strade della città, dal centro alle periferie.
Durante la Milano Design Week tutti vogliono uscire, vedere installazioni e mostre, divertirsi, scoprire palazzi e cortili segreti o anche solo entrare in spazi che di solito sono chiusi al pubblico. Infatti, tranne alcune inaugurazioni strettamente su invito, il bello della settimana del design è proprio che è molto democratica, a differenza per esempio della Fashion Week: gli eventi sono aperti e accessibili a tutti e per la città è come una grande festa.
Ma allora come districarsi tra le centinaia di appuntamenti che costellano ogni via di Milano? Come scegliere quello che vale la pena davvero di vedere? Esistono guide dedicate, più o meno esaustive, sui giornali, sul web e sui social, ma qui vi proponiamo i consigli dell’architetto Clara Bona, che ci racconta il suo modo di selezionare gli eventi del Fuorisalone e le cose da vedere. Che naturalmente possono essere diverse a seconda delle persone e delle situazioni. Lasciamole la parola!
Programmare per non perdere tempo
Primo consiglio: cercare subito le mostre che non finiscono con la Design Week e visitarle la settimana dopo. Un esempio? Gli eventi alla Statale, che non terminano l’ultimo giorno del Salone e si possono godere con tutta calma senza la folla, o l’appartamento Brera.
Se dobbiamo fare una scelta, visto che tutto non si può vedere, consiglio di dare la priorità a tutto quello che non potremo più vedere dopo questa settimana e casomai di lasciare per ultimi gli eventi che proseguono (qualcuno c’è, per esempio, l’appartamento Brera) e negozi e showroom, che magari si possono vedere anche dopo.
A questo aggiungo un consiglio che sembra una banalità, ma che invece è fondamentale: controllare gli orari di apertura. Non tutti i posti sono aperti alla sera, se non nelle serate di inaugurazione di ogni zona. Chi di giorno lavora o non ha tempo deve per forza girare la sera ed è un peccato arrivare e trovare chiuso: mi è successo mille volte!
Concentrarsi su un percorso da fare a piedi
Il metodo migliore per vedere tante cose senza perdere tempo resta per me selezionare una zona e concentrarsi in un percorso a piedi, senza girare da un capo all’altro della città. Se vogliamo fare nuove scoperte, è meglio partire dalle zone che conosciamo di meno: negli ultimi anni Porta Venezia e l’Isola, con Isola Green Island, ci hanno riservato tante sorprese.
Tra le zone super consolidate per me Brera e 5vie sono quelle da non mancare.

Fuorisalone 2023, architetto Clara Bona. Sullo sfondo uno dei tappeti delle tre collezioni da lei disegnati per Alberto Levi Gallery.
In zona Brera, una delle tante tappe da non perdere: la bellissima Casa Mutina, in Via Cernaia 1A, dove scoprire 20 anni di ceramiche tra arte e design attraverso lo sguardo di Brigitte Niedermair. Tutti temi molto ispiranti.
Scegliere eventi piccoli, artisti designer…
Se non abbiamo altre giornate da dedicare al design oltre al sabato e la domenica, bisogna considerare che sono due giornate di fuoco e si deve fare una grandissima attenzione a cosa si sceglie. Se si vuole evitare la confusione e di rimanere ore in coda per vedere poco e male, bisogna evitare le mostre più famose e scegliere gli eventi più piccoli e in generale tutto quello che non è preso di mira dalla grande folla, che vuole vedere solo le installazioni più d’impatto.
Personalmente le scoperte migliori le ho fatte proprio visitando le presentazioni più piccole e sconosciute. Per esempio questo anno mi incuriosisce C41 Kiosk in Piazzale Lavater, con musica, fotografia e moda dall’8 al 12 aprile, un tipico chiosco milanese customizzato C41 x Ray-Ban. O gli artisti designer che espongono alle Cavallerizze, in via Olona 4: un luogo speciale, ristrutturato in modo sublime, in cui vedere il lavoro di Misha Kahn o di Julie and Jesse.
Adoro anche andare a caccia di piccole mostre poetiche, come quella nel distretto 5Vie dello studio Takeda Katsuya design in via del Torchio 5/7, una coppia architetto + artista, che espone bonsai essiccati che stavano per morire e di cui si è fermata la bellezza con una tecnica inventata da un maestro botanico giapponese.
… o installazioni a cielo aperto
Altra soluzione che salva dalle code è vedere le installazioni a cielo aperto. Come nel distretto 5vie il monumentale “Padiglione Infinito” Piazza Cordusio, creato dagli architetti Michele Perlini e Dario Biello in collaborazione con Mobart Ben. O nel Brera Design District 2025 in via Statuto 21 ‘Case di Carta’ by Jannelli&Volpi, con un progetto firmato da me e Lula Ferrari con un allestimento dal design contemporaneo.

Il progetto ‘Case di Carta’ – ideato da Clara Bona e Lula Ferrari – trasforma lo spazio su strada dello showroom permanente JVstudio in Via Statuto 21, oltre a snodarsi nello stand in Fiera C32 – Pad. 24 di Jannelli&Volpi. L’ispirazione sono le classiche case delle bambole, rivisitate in una dimensione macro e con una struttura interna che offre un’idea di contemporaneità dell’interior.
Luoghi segreti: studi e appartamenti
I miei preferiti? Quelli nelle case private, negli studi e negli appartamenti. Non conta soltanto cosa c’è esposto, vince la magia dello spazio che lo ospita. Qualche idea? L’appartamento di Artemest, che questo anno sarà ambientato in Via Donizetti 48.
Altri appartamenti sono quello di Muuto, il marchio iconico del Nordic Design, in Via Solferino 11, e lì vicino c’è anche il Brera Design Apartment in via Palermo 1, personalizzato dal progetto “Orizzonti” di Zanellato/Bortotto e visitabile durante il Fuorisalone solo su invito ma poi su appuntamento dal 2 al 25 maggio (info@breradesignapartment.com).
E infine vale una visita Casa Ornella, in Via Conca del Naviglio 10, con l’installazione Mediterranea – Andamento Lento firmata da Maria Vittoria Paggini.

Il palazzo dove visitare l’appartamento di Artemest in Via Donizetti 48
Posti nuovi da scoprire
In generale il consiglio è di non limitarsi ai soliti percorsi, ma osare e lanciarsi un po’ più in là. Approfittiamo della MDW per andare in un luogo che non conosciamo: c’è sempre un nuovo polo o un’area che inaugura. L’esempio più eclatante è Alcova, che ogni anno lancia un luogo inaspettato: l’anno scorso ci siamo spinti fino alle porte di Milano, a Varedo, e abbiamo apprezzato Palazzo Bagatti Valsecchi e Villa Borsani, riproposti anche questo anno, ma con l’aggiunta di due nuove location, che sicuramente saranno imperdibili, tra cui l’ex SNIA Factory e un nuovo spazio sempre a Varedo dove Good Selection riunisce 61 designer. Quest’anno bisognerà pagare un biglietto di entrata di 25 euro.
Una new entry è la mostra di LABÒ in via Biella 6 all’interno degli ex spazi industriali della Fondazione Rodolfo Ferrari e della SPA – Società Prodotti Antibiotici, nel quartiere Barona, nella periferia milanese: un’altra meta fuori dai soliti percorsi.
Puntare sui best seller
Per chi vuole andare sul sicuro, la strategia è un’altra: scegliere i designer o le aziende che ama e che lo appassionano e partire da loro. Ma attenzione: i grandi nomi sono tutti ad altissimo rischio di coda!
Per me una delle mete da mettere sempre in agenda è Hermès, alla Pelota di Via Palermo, che ogni anno mi sa stupire con un’installazione sempre diversa e spettacolare. E mi incuriosisce Gucci, che presenta nei Chiostri di San Simpliciano, Piazza Paolo VI 6 “Bamboo Enconteurs”, celebrando il bambù nella storia del design e dell’identità della maison.
Lo stesso vale per Antonio Marras in Via Cola di Rienzo: sa sempre mettere in scena magia pura, emozionante e ispirante.
Un’altra installazione che invece è una novità, ma il marchio è una garanzia, è quella che metterà in scena MUJI: una casa manifesto dedicata all’architettura giapponese al Giardino Pippa Bacca, Via Tommaso da Cazzaniga vicino a Corso Garibaldi 89.
Cassina ha scelto il teatro Lirico Giorgio Gaber in Via Larga 14 per presentare “Staging Modernity”, 60° anniversario di una iconica collezione.
Io cercherò di vedere anche l’installazione Frozen di Tokujin Yoshioka per Seiko, perché sicuramente sarà spettacolare, a Palazzo Landriani – Via Borgonuovo, 25.
Palazzi storici? Sì, a prescindere
Milano ha palazzi meravigliosi che vale la pena vedere, per la loro bellezza e il fascino dei loro spazi. Come Palazzo Litta in Corso Magenta 24, che mi ricorda la grandeur dei palazzi parigini: anche questo anno ospita Migrations by MoscaPartners ed è garanzia di marchi interessanti. In più nel suo Cortile d’Onore ci sarà l’installazione site specific del coreano Byoung Soo Cho, che esplora il legame tra l’uomo e la terra attraverso tre elementi.

Interno di Palazzo Litta in Corso Magenta 24
Altre idee? In via Brera 12 Palazzo Citterio, ultima new entry milanese appena restaurata; Palazzo Bagatti Valsecchi in Via Santo Spirito 10, con quell’atmosfera tra il dark e il fantasy; Palazzo Durini in via Durini 24, che ospita come sempre Edra ed è uno dei palazzi più belli che io abbia mai visto. E Palazzo dei Giureconsulti in Piazza Mercanti 2, con gli olandesi di Masterly The Dutch all’interno di sale antiche e una vista top dal terrazzo all’ultimo piano.
Bellezza anche fuori dal centro…
Ci sono spazi che sono garanzia di bellezza e di novità. Anche se non rientrano in un circuito e sono un po’ lontani dal centro e dai soliti giri. Ne consiglio due che sono tra le tappe che valgono lo spostamento e non mi hanno mai deluso:
Paola Lenti nella nuova sede di Via Giovanni Bovio 28, un luogo incantato in cui spazi esterni e interni si susseguono con scenografie davvero sorprendenti. E in cui questo anno sono presenti le carte da parati di Misha protagoniste di un progetto intitolato la Casa senza età.
Nilufar Depot, in Viale Lancetti 34, che questa volta mette in scena una straordinaria installazione del collettivo Fosbury Architecture, interamente dedicata al metallo, in uno spazio industriale che rimanda a un teatro contemporaneo.
Andando per showroom, scelte a tema
A Milano, in centro, molte vie o zone, anche a prescindere dal Fuorisalone, presentano una loro peculiarità, da scegliere in base proprio a quello che si sta cercando e che si ama di più.
Arredamento
Se i nostri giri per il Fuorisalone hanno come obiettivo la ricerca di pezzi per arredare la casa il consiglio è di andare in via Durini, via Larga e vie limitrofe dove si susseguono gli showroom di arredamento. In solo colpo vedi Cassina, Gervasoni, B&B, Edra, Zanotta, Arc linea, Natuzzi. Ma anche i multimarca come Salvioni. E se poi allunghi di poco il percorso tra Via Cavallotti, via Borgogna, Via Visconti di Modrone e Via Santa Cecilia… vedi anche De Padova, Porro, Rimadesio, Arbi, Living divani, Amini, Cappellini… Insomma, un vero tuffo nel mondo del design più concreto per scoprire in che direzione stanno andando le tendenze dell’arredo: quale materiale scegliere, quale colore ti piacerà, quale forma di divano desidererai…
Corso Monforte per gli innamorati delle lampade
Ti piacciono le luci? È l’anno giusto, perché c’è Euroluce, e quindi le novità sono tantissime. Per chi non va in fiera la strada da non perdere è Corso Monforte: in pochi metri si susseguono Nemo, Luceplan, Foscarini, Fontana Arte, Flos, Artemide, Tooy, Penta, Contardi… Insomma, un vero paradiso. La novità è l’apertura di Martinelli Luce in via Borgogna 4.
Tessuti e carte da parati: tra via Palermo, via Statuto e Corso Garibaldi
Se ami i tessuti e le carte da parati la meta da non perdere è il quadrilatero tra via Palermo, corso Garibaldi e via Statuto. Qui c’è un concentrato di stile e di colori: da Jannelli e Volpi a Society a Colefax and Fowler…
In cerca di ispirazioni per i bagni
In zona Brera, tra via San Marco, via Statuto, via Solferino e via Pontaccio si concentra il top della scelta di qualità: solo per citarne qualcuno Agape, Boffi, Fantini, Flaminia, Ceramica Cielo, Rubinetterie Cristina…