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Le composizioni a pavimento che si possono ottenere dipendono dalla combinazione e dal formato dei singoli elementi. Nella valutazione del “motivo” si consideri che il lato corto del pezzo (lista) è quello più soggetto a variazioni dimensionali.
Alcuni disegni sono composti direttamente dal produttore, che fornisce il parquet in “moduli” assemblati, pronti per l’applicazione. La posa è così più semplice e veloce e meno costosa, e l’effetto è lo stesso di una realizzazione eseguita in opera.

In Teak burma, spazzolato e oliato, ogni elemento del parquet a due strati Fiesole Coll. Antica Asolo di CP Parquet misura 70 x 70 cm. http://www.cpparquet.it
Posa a correre
Gli elementi, anche di diverso formato, sono disposti nel senso della lunghezza: le giunzioni di testa risultano alternate. Le file possono essere parallele al muro o in diagonale, inclinate di 45° o 30°.
• Vanno bene tutti i formati.
• Si dà profondità a una stanza piccola con le file parallele alle pareti lunghe.
• L’effetto è di maggiore larghezza con le file in diagonale.
Posa a spina di pesce
Le liste sono posate in file parallele (e queste a 90° tra di loro), in modo che la testa di una si attacchi al fianco dell’altra. Il motivo può essere realizzato dritto o in diagonale. Si inizia dal centro della stanza, allineando la prima spina a una traccia.
• Permette di riproporzionare un ambiente eccessivamente ampio.
• Differenziando le essenze tra la spina e la fascia perimetrale si valorizzano i due disegni.
Posa a spina ungherese
I singoli pezzi hanno i due lati corti tagliati a 45° o 60° rispetto a quelli lunghi. In genere tali tagli vengono effettuati in opera, ma su richiesta qualche volta è il produttore a fornire gli elementi già pronti. Il pavimento può essere bordato con fascia e bindello.
• Differenziando le essenze tra la spina e la fascia perimetrale si valorizzano i due disegni.
Posa a quadri
Assemblati a formare un quadrato, i listelli si posano paralleli a una parete: per questo tale disegno non è adatto quando i muri sono fuori squadra. Raramente si esegue in diagonale: risulterebbe ridondante. Può essere abbinata a fascia e bindello.
• ideali sono i listelli di 12 x 3 cm
• l’impatto finale è quello di un mosaico
• il disegno uniforma e compatta il volume dell’ambiente
Posa con fascia e bindello
La zona perimetrale è formata da elementi posati con una geometria diversa rispetto a quella predominante al centro della stanza (tappeto). Altri listelli fanno da raccordo (bindello). Questi possono essere anche in materiali diversi dal legno.
• È una composizione non elaborata, ma dall’effetto sicuro per ampi spazi.
• Indicata se almeno due o tre pareti sono libere, per non perdere l’insieme del disegno
Si può fare a meno del classico “listello metallico” che si utilizzava in passato. Oggi ci sono prodotti sigillanti (anche colorati) che permettono di “unire” materiali diversi: si usano per riempire la fuga (di circa 4-5 mm) che va necessariamente lasciata tra i due pavimenti.
TRUCCHI PER RACCORDARE PAVIMENTI DIVERSI
Il problema principale è quello degli spessori: nella scelta di due rivestimenti bisogna fare in modo che l’eventuale differenza non vada oltre i 3-5 mm. È la soglia fino a cui al “dislivello” si rimedia dosando il collante fino a colmare la discrepanza.

Se si demolisce una parete ma non si vuole sostituire il pavimento, si ottiene un buon risultato aggiungendo delle piastrelle decorate (oggi vanno di moda le azulejos) per colmare il solco a terra.
Un legno, più effetti
Basta variare la geometria di posa tra una stanza all’altra e con lo stesso parquet si ottiene un effetto decorativo apprezzabile. È una soluzione anche per mascherare differenze cromatiche o di formati quando si sostituisce il pavimento in un solo locale.
Con il parquet grezzo da rifinire in opera o dopo una lamatura, si può differenziare la finitura tra le fasce di listelli (o tra questi stessi): si ottengono effetti decorativi belli e personali.